Laboratori didattici | Museo Regionale Emigrazione Piemontese | Frossasco

Scorciatoie per la navigazione accessibile

Menù delle applicazioni costituenti il sito


Laboratori didattici

Una descrizione dei laboratori didattici promossi dal Museo Regionale dell'Emigrazione

L'INTERCULTURA AL MUSEO

Il Museo Regionale dell'Emigrazione dei Piemontesi nel Mondo si pone come punto di partenza la narrazione storica della migrazione delle centinaia di migliaia di cittadini che lasciarono la terra piemontese per cercare altrove il proprio futuro. La permanente ricalca le tappe principali del loro viaggio, collocando in un contesto narrativo i numeri e le motivazioni della partenza, gli itinerari tracciati, le condizioni socioeconomiche e lavorative, il rapporto con la comunità d'origine e di arrivo.
Gli spostamenti nello spazio, tuttavia, appaiono come un fenomeno costitutivo dei gruppi umani, movimenti che però si differenziano nel tempo e nelle motivazioni. Dallo studio dell'esodo piemontese, il campo di azione del Museo si è, nel tempo, allargato all'analisi dei flussi migratori verso il Piemonte oltre che alle attuali, nuove partenze di migliaia di giovani Piemontesi che cercano fortuna all'estero.
Questi temi vengono trattati non solo attraverso gli eventi che scandiscono l'apertura del Museo, ma anche grazie alle attività didattiche. Le progettualità con le scuole vedono la struttura particolarmente coinvolta: le iniziative con bambini e ragazzi sono volte alla sensibilizzazione verso il tema di flussi migratori, argomento di grande attualità quanto di difficile approccio.
I laboratori di seguito elencati sono proposti grazie alla collaborazione di Spazio, mediazione e intercultura, un'associazione composta da dodici mediatori culturali provenienti da tutto il mondo. Le attività saranno dunque realizzate da Carlotta Colombatto, conservatrice del Museo, e dalle mediatrici Christine Decarli (Brasile) e Martha Quinteros (Argentina).

CONTATTI
Carlotta Colombatto
Museo Regionale dell'Emigrazione dei Piemontesi nel Mondo
Piazza Donatori di Sangue, 1 - 10060 Frossasco (TO)
Mail: info@museoemigrazionepiemontese.org
Tel: 371 116 55 06

ED IO, COSA METTO IN VALIGIA?
Il viaggio come metafora della vita e la valigia come un involucro di emozioni

DESTINATARI
- Scuola primaria
- Scuola secondaria di I grado

OBIETTIVI
- Favorire l’empatia verso il migrante facendo conoscere le diverse emozioni vissute in un processo migratorio.
- Riflettere sul valore delle cose e degli affetti e sulla loro durata nel tempo.
- Favorire l’autoconoscenza, comprendere l’importanza di condividere idee ed emozioni.

SVOLGIMENTO E METODOLOGIA
Prima parte: la valigia del migrante.
In seguito alla visita guidata al Museo, il laboratorio prende piede da un elemento che gli studenti avranno individuato in diversi momenti nel percorso museale: una valigia. Le mediatrici inviteranno tutti a scoprire cosa c’è nella valigia del migrante utilizzando una vera e propria valigia di cartone con diversi oggetti all’interno che raccontano storie e rappresentano stati d’animo ed emozioni collegate al processo migratorio.

Seconda parte: la mia valigia.
I partecipanti sono invitati a confezionare la loro valigia, fatta di cartone e materiali di recupero. Prima di iniziare il lavoro dovranno ragionare su quali sono le cose più importanti nella loro vita che devono e vogliono portare con sè. Faranno pertanto, una lista e poi potranno confezionare, scrivere o disegnare le loro 5 cose fondamentali. Alla fine dell’attività, ognuno aprirà la propria valigia e svelerà a tutti i partecipanti gli oggetti selezionati e il loro significato.

DURATA
Circa tre ore, compresa la visita guidata al Museo.

LA MIA IDENTITA'
L'importanza di conoscere bene gli altri e sè stessi.

DESTINATARI
Scuola Primaria

OBIETTIVI
- Favorire l'autoconoscenza, stimolando il contatto con il proprio mondo interiore, per individuare e condividere le proprie emozioni.
- Favorire l'ascolto, incentivando l'importanza di conoscere non solo l'esteriorità delle persone, ma anche il loro mondo interiore, al fine di non cadere in pregiudizi e stereotipi.

SVOLGIMENTO E METODOLOGIA
Prima parte: la carta di identità.
Nella visita al Museo che precederà il laboratorio gli studenti avranno osservato tante immagini dei documenti dei migranti. Il laboratorio inizia con una riflessione circa l’importanza del documento per il riconoscimento di una persona. Ma per comprendere veramente qualcuno bisogna andare molto oltre i dati anagrafici.

Seconda parte: la mia identità interiore.
I bambini riceveranno in un foglio A4 un facsimile di una carta d'identità, all’interno le voci saranno diverse, non troveranno da compilare dati fisici o di provenienza ma elementi come: io sono, io non sono, mi piace, non mi piace, mi sento solo/a quando, ho paura quando, ecc. Queste tracce aiuteranno i bambini a riflettere su se stessi creando la loro carta di identità interiore. Finito il lavoro ci metteremo in cerchio per la condivisione di ogni punto richiesto, sottolineando gli aspetti comuni alle diverse esperienze per sottolineare come, a volte, siano più gli elementi esterni a generare discriminazioni piuttosto che l'interiorità delle persone.

DURATA
Circa tre ore compresa la visita guidata al Museo.

EMOZIONI SENZA TEMPO
Un'esplorazione del mondo interiore del migrante attraverso l'Arte.

DESTINATARI
Scuola secondaria di I e II grado

OBIETTIVI
- Sensibilizzare e far riflettere rispetto alla condizione psico-sociale del migrante utilizzando alcune rappresentazione artistiche.
- Favorire l'atteggiamento empatico verso il migrante, immaginandosi nella sua stessa condizione.
- Esprimere ed esternare le proprie idee ed emozioni attraverso l'Arte.

SVOLGIMENTO E METODOLOGIA
Prima parte:
Il laboratorio inizia con la proiezione di una serie di opere d’arte collegate al tema delle migrazioni: dall’installazione Partir di Folon, passando per I Viaggiatori di Bruno Catalano, i Retirantes di Candido Portinari (artista brasiliano figlio di immigrati italiani) fino ad arrivare ad alcune opere dell’espressionismo e dell’espressionismo astratto. L’arte sarà l’elemento che ci condurrà a riflettere sui fenomeni migratori e le emozioni correlate.

Seconda parte:
In seguito alla presentazione e dibattito iniziale, si introduce la seguente questione: nessuno di noi può essere completamente sicuro di non trovarsi, in futuro, nella condizione di immigrato. La riflessione continua con la consegna ad ogni studente di un biglietto di viaggio con una destinazione particolare e la descrizione di un motivo di migrazione: lavoro, studio, guerra, carestia, amore. Sarà richiesto ad ognuno di elaborare attraverso la produzione di una rappresentazione artistica le idee e le emozioni rispetto la sua ipotetica condizione migratoria. Alla fine del laboratorio è previsto un momento per la presentazione dei lavori e la condivisone delle idee emerse.

DURATA
Circa tre ore compresa la visita guidata al Museo

PRIMA ERAVAMO NOI
Emigrazioni ed immigrazioni nell'Italia di ieri e di oggi.

DESTINATARI
Scuola secondaria di II grado

OBIETTIVI
- Portare i ragazzi a conoscenza di una storia d'Italia poco conosciuta e far riflettere sul fatto che anche gli italiani sono stati migranti.
- Comprendere che l'atteggiamento verso l'Altro, il Diverso, lo Straniero, si ripete nel tempo e nello spazio.
- Favorire l'atteggiamento empatico verso chi lascia la propria terra per cercare una vita migliore.
- Imparare ad individuare e descrivere emozioni.

SVOLGIMENTO E METODOLOGIA
Introduzione:
E' possibile scegliere tra due introduzioni diverse che conducono ad altrettante riflessioni sul tema delle migrazioni.
Nella prima versione il laboratorio inizia con la proiezione di un brano che descrive la situazione dei immigrati italiani, il testo serve come spunto per riflettere insieme ai ragazzi sulla questione dei pregiudizi e degli stereotipi sugli stranieri.
Nella seconda versione, il laboratorio parte da alcuni stralci di testimonianze che raccontano il naufragio delle navi italiane Sirio e Principessa Mafalda. Le parole ci ricordano immediatamente i fatti accaduti ultimamente nel Mediterraneo correlati all'attuale crisi migratoria che pone l'Italia in primo piano nell'accoglienza ai profughi e richiedenti asilo.

Prima parte:
Presentazione di una serie di fotografie in bianco e nero riguardanti sia la storia dell'emigrazione italiana, sia i flussi migratori verso l'Italia degli ultimi anni. Gli studenti saranno invitati a contemplare le immagini e ad esprimere le emozioni che esse suscitano, il passaggio dalle foto storiche a quelle recenti avviene in forma sottile e a volte gli studenti non percepiscono lo scarto. Tale sovrapposizione conduce a riflettere su come le emozioni siano le stesse, indipendentemente dall'epoca storica delle fotografie.

Seconda parte: lo strappo.
Alla fine del laboratorio viene proposta un’attività che farà sperimentare metaforicamente lo sradicamento e lo spaesamento vissuti dal migrante.
I partecipanti vengono divisi in gruppi per confezionare un cartellone basato su un tema proposto dalle mediatrici, l'operazione deve essere compiuta in poco tempo ma in maniera efficace perché in seguito uno di questi sarà giudicato come il migliore. In realtà nessun cartellone verrà scelto, saranno tutti strappati davanti agli sguardi dei partecipanti che capiranno, attraverso la riflessione proposta in seguito, il significato di quest’attività. Essa si conclude con la condivisione di esperienze ed emozioni personali e la ricostruzione dello strappo.

DURATA
Circa tre ore compresa la visita guidata al Museo.